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 Fenice-Edf. L’inceneritore lucano che minaccia le acque dell’Ofanto

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MessaggioTitolo: Fenice-Edf. L’inceneritore lucano che minaccia le acque dell’Ofanto   Ven Giu 10, 2011 5:43 pm

Proprio a ridosso del confine tra Puglia e Basilicata, all’estremo settentrione del territorio lucano, sorge la grande area industriale di San Nicola di Melfi. Il polo ospita le strutture della Barilla, ma soprattutto uno dei più importanti stabilimenti Fiat del Sud Italia (Fiat Sata). Dal 2000, infine, è entrato in funzione il termovalorizzatore EDF – Fenice, con il compito di bruciare e convertire in energia i rifiuti urbani e la stragrande maggioranza dei rifiuti industriali automobilistici d’Italia.
Oltre 85.000 m2 di superficie ne fanno uno dei più grandi impianti di smaltimento d’Europa, sono 65.000 le tonnellate di rifiuti che ogni anno Fenice è autorizzata a trattare, e più della metà (35.000 t) sono rifiuti industriali – in prevalenza del settore automobilistico. In particolare, Fenice-Edf, da solo, ha bruciato oltre 20.000 tonnellate di rifiuti pericolosi. Per fare un rapido confronto, in 13 inceneritori lombardi ne sono stati trattati complessivamente meno di 15.000, e in tutta Italia 54.000.
Aldilà della portata del termovalorizzatore, il rumore attorno a Fenice comincia un paio di anni fa, a causa di un malfunzionamento che provoca la contaminazione dell’ambiente circostante. Nel marzo del 2009, in seguito all’ “autodenuncia” da parte dei gestori di Fenice, si scopre che l’impianto stava rilasciando nelle falde acquifere sottostanti una grande quantità di mercurio, nichel e altri “composti contaminanti” .
Dal momento della denuncia, il sindaco di Melfi vieta l’utilizzo delle acque a valle dell’inceneritore e la procura di Melfi fa partire un’inchiesta che è tutt’ora in corso. Ma i lavori dell’inceneritore non verranno mai realmente bloccati.
Oltre ad inquinare le falde acquifere, il termovalorizzatore contribuisce al rilascio di fumi di tutta l’area industriale di San Nicola di Melfi. “Le nano particelle rilasciate dagli impianti non sono soltanto cancerogene – spiega Nicola Abbiuso – Possono essere responsabili di altre fastidiose patologie, come allergie e più o meno gravi danni al sistema cardiocircolatorio”. Una questione particolarmente spinosa per una regione che ha visto aumentare vertiginosamente il numero di malati di cancro negli ultimi anni, al contrario della media nazionale, in discesa.

per leggere l'articolo completo : http://www.dirittodicritica.com/2011/06/09/fenice-edf-inceneritore-basilicata-21606/
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